Warning: include_once(/web/htdocs/www.tttquartet.it/home/wp-content/uploads/wp-slimstat/browscap-db.php): failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.tttquartet.it/home/wp-content/plugins/wp-slimstat/browscap/browser.php on line 20

Warning: include_once(): Failed opening '/web/htdocs/www.tttquartet.it/home/wp-content/uploads/wp-slimstat/browscap-db.php' for inclusion (include_path='.:/php5.5/lib/php/') in /web/htdocs/www.tttquartet.it/home/wp-content/plugins/wp-slimstat/browscap/browser.php on line 20

Warning: unlink(/web/htdocs/www.tttquartet.it/home/wp-content/uploads/wp-slimstat/browscap-db.php): No such file or directory in /web/htdocs/www.tttquartet.it/home/wp-content/plugins/wp-slimstat/browscap/browser.php on line 26
La Treblinka di V. Grossman - T.T.T. QuartetT.T.T. Quartet

La Treblinka di Vasilij Grossman

Uno spettacolo per raccontare con le parole di Grossman e la musica klezmer

gli orrori della Shoah e dell’Holodomor (olocausto ucraino)

Nuova immagine bitmap

progetto:                                     Renato Morelli

voce recitante:                            Denis Fontanari

musiche dal vivo:                        T.T.T. klezmer band

produzione:                                 Fondazione AIDA, Verona

Uno studio sui testi dello straordinario scrittore e reporter di guerra Vasilij Grossman ha portato ad individuare alcuni brani da L’inferno di Treblinka, Tutto scorre e Vita e destino (il suo capolavoro, considerato il “Guerra e pace” del ‘900) per raccontare il suo pensiero sulla Shoah (in particolare su Treblinka, la terribile fabbrica nazista di morte), ma anche sul precedente Holodomor (olocausto ucraino di matrice stalinista), attraverso le sue riflessioni sul “male” e sulla storia russa.

Lo spettacolo in memoria della Shoah e dell’Holodomor, propone letture recitate da Denis Fontanari, alternate con la musica klezmer della TTT klezmer band

 

Vasilij Semënovic Grossman

La figura di Vasilij Grossman e la fortuna della sua opera hanno percorso un cammino particolare nella storia della cultura del XX secolo.

Dal punto di vista letterario è un cammino che si sviluppa all’interno della letteratura sovietica e, tuttavia, la supera, trovando la sua profondità nel rapporto con la grande letteratura russa dell’Ottocento.

Dal punto di vista storico, è un cammino che s’intreccia innanzitutto con la storia dell’Unione Sovietica, ma che attraversa e si apre ai grandi avvenimenti di tutta la storia mondiale del Novecento (l’affermazione dei totalitarismi, la Seconda guerra mondiale, la Shoah, la resistenza).

Infine, dal punto di vista filosofico, il cammino di Grossman è segnato da un lungo percorso personale di emancipazione e liberazione interiore che sfocia in una forma originale e complessa di pensiero.

A cinquant’anni dalla sua morte, l’intrecciarsi di questi motivi ha portato sempre più spesso a considerare Vasilij Grossman come un classico della letteratura del XX secolo.

Un autore “classico” è tale perché la sua opera letteraria illumina dinamiche storiche, sociali, politiche e filosofiche “universali”, che vanno al di là dell’attualità che le ha prodotte.

 

Grossman nasce il 12 dicembre 1905 a Berdicev (Ucraina) dove vive la più grande comunità ebraica dell’Europa dell’Est. Inizia ben presto a scrivere opere realistiche sulla vita dei minatori e nel 1933 si trasferisce definitivamente nella capitale dove conosce Gorkij. Grazie al celebre scrittore, pubblica nel ’34 il racconto Glückauf, ambientato nelle miniere del Donbass. L’opera più importante di questi anni è Stepan Kolcugin, un romanzo sulla formazione di un giovane operaio bolscevico. Grossman è uno scrittore “ortodosso”, membro dell’Unione degli Scrittori e degno di sicura popolarità.

Nel giugno 1941, allo scoppio della “Grande guerra nazionale”, è inviato al fronte come corrispondente di guerra per Krasnaja zvezda (Stella rossa), il giornale dell’Armata Rossa. Grossman è quindi testimone diretto delle disastrose disfatte dei primi anni, della strenua resistenza a Stalingrado e del contrattacco sovietico. Seguendo l’avanzata dell’Armata Rossa fino a Berlino, è uno dei primi a rendersi conto della tragedia dell’Olocausto. Celebre è il suo racconto L’inferno di Treblinka, la prima cronaca dei fatti avvenuti in un campo di sterminio nazista. Finita la guerra collabora con Ilya Ehrenburg alla stesura de Il libro Nero, una dettagliata ricostruzione del genocidio della popolazione ebraica nei territori sovietici occupati. Attraverso tali esperienze, fra cui la scoperta dell’omicidio della madre da parte dei nazisti, Grossman prende coscienza della propria identità ebraica. 

Dopo la guerra, di fronte all’antisemitismo propugnato da Stalin e dall’intellighentia sovietica Grossman inizia a riflettere su quegli ideali rivoluzionari ai quali aveva sinceramente creduto. 2È l’inizio di una crisi irreparabile che lo porterà a essere uno scrittore libero e coraggioso, instancabile nella descrizione del vero.
 Risoluto nel proprio lavoro, Grossman comincia la stesura di una colossale opera con cui intende dipingere l’epopea di Stalingrado attraverso le vicende di una famiglia durante la guerra. La prima parte, intitolata Per una giusta causa, esce a puntate nel 1952 sulla rivista Novij Mir. Il libro subisce pesanti critiche per “gravi errori ideologici” e viene pubblicato solo dopo la morte di Stalin. È allora che Grossman inizia a scrivere la seconda parte: Vita e destino.

 La stesura del romanzo lo occupa incessantemente dal 1955 al 1960 e il dattiloscritto viene consegnato alla rivista Znamja. Ma il contenuto del libro è troppo pericoloso. Il direttore Kozevnikov, più per paura che per volontà di delazione, avvisa il Comitato Centrale.

Il 14 febbraio 1961 due agenti del KGB entrano in casa Grossman. Portano via tutto: fogli manoscritti, copie dattiloscritte, carta carbone e addirittura i nastri della macchina da scrivere. Di Vita e destino non deve rimanere traccia. 



Fortunosamente Grossman riesce a salvare due copie del manoscritto che affida clandestinamente a due amici.

Grossman passa gli ultimi tre anni della sua vita provato fisicamente e moralmente dalla perdita del proprio romanzo, soffocato da una difficile situazione economica e isolato nei rapporti che lo avevano accompagnato per tutta la vita. Conclude Tutto scorre, breve romanzo sul ritorno dal gulag, che aveva iniziato a metà degli anni Cinquanta, ma non riesce a pubblicarlo. Grossman non vedrà mai pubblicato nemmeno il suo lavoro più importante, perché morirà di cancro tre anni dopo, nel 1964.

Vita e destino – un atto d’accusa radicale non contro gli uomini, ma contro il regime comunista che conduce alla sottomissione e alla degradazione dell’individuo – sarà pubblicato solo negli anni ottanta in Occidente, in una versione parziale. La versione integrale, dovuta al ritrovamento delle due copie clandestine, uscirà in lingua italiana solo nel 2005, mentre L’inferno di Treblinka verrà pubblicato in lingua italiana solo nel 2011.

 

 

Denis Fontanari

Attore, si diploma in recitazione alla “Scuola di Teatro di Venezia Giovanni Poli” presso il Teatro a l’Avogaria, Ha fondato la compagnia teatrale ariaTeatroed è direttore artistico del festival di contaminazione delle arti visive Scirocco. In teatro è diretto da R. Bellandi in “Unam Sanctam” di M. Todero, “Vita di Galileo” di B. Brecht, “Ritratto di un pianeta” di F. Durrenmatt e “Otello” di W. Shakespeare, N. Benussi in “Ora Veglia, il silenzio e la neve”, da M. Artuso in “Mirijana” di M. Todero, da M. Corradini in “V.I.O.L.A.” e “La Garibaldina” di G. B. Sicheri, da M. Alotto in “Tre, a proposito di Nathan e dei tre anelli”, “Memobus”, “Fortezze di pietra” e “Confine”, da G. Amato in “Otello”. Cinema: è diretto da M.Steinke in “La magnifica coppa”, da A. Porporati in “Faccia d’angelo” e da Pietro Reggiani in “Non scomparire”. Lirica: è diretto da C.Benedetti ne “La serva padrona”. Di recente ha inoltre recitato in “D’un pianto di stelle”accompagnato dai The Bastard Sons of Dioniso.

 

Renato Morelli

Regista, musicista, etnomusicologo, scrittore, nato a Trento nel 1950. Regista RAI dal 1979 al 2008, ha realizzato 60 film etnografici su Trentino, Arco alpino, Sardegna e America latina, ottenendo 20 riconoscimenti internazionali.

Alternando ricerca e divulgazione, ha pubblicato diversi lavori scientifici (volumi, CD, DVD), insegnando nei corsi Master presso le Università di Trento, Milano (Cattolica), Como-Varese (Insubria), e presso i Conservatori di Trento e Bolzano.

Ha curato varie regie teatrali. Attualmente suona in quattro progetti musicali, che ha ideato e fondato: Ziganoff (klezmer-jazz), Streich (antiche musiche da ballo), Cantori di Vermèil (canto alpino), T.T.T. (musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania)

Filmografia, discografia, bibliografia: www.renatomorelli.it

 

T.T.T. klezmer band

Il Klezmer – musica popolare degli ebrei ashkenaziti dell’Europa centro-orientale – ha saputo distillare nel tempo quella straordinaria contaminazione di stilemi musicali propri dei grandi «giacimenti» dell’Europa dell’est (romeni-polacchi-russi-ungheresi-balcanici), nonostante le vicissitudini sofferte da questa minoranza per l’ostilità di imperatori, papi e zar, fino alla grande tragedia della Shoah.

Il progetto musicale T.T.T. (Musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania), fondato da Renato Morelli, propone una selezione di questi repertori, tramandati dai Klezmorim attraverso i confini di tre imperi (austro-ungarico, zarista, ottomano).

 

Pietro Berlanda      flauto

Bice Morelli                     violino

Renato Morelli       fisarmonica

Andrea Ruocco      contrabbasso