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Stelle, Gelindi, tre Re - T.T.T. QuartetT.T.T. Quartet

Stelle, Gelindi, tre Re

Alla (ri)scoperta di antichi canti alpini natalizio-epifanici

 

 

 

Un progetto di

Renato Morelli

con

Stefan Degasperi

Voce recitante

CANTIERE T.T.T.

Musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania

 

Uno spettacolo che unisce la voce cantata a quella recitata, in un avvincente racconto-inchiesta alla (ri)scoperta di antichi canti natalizio-epifanici trentini, legati alle questue della Stella o dei Tre Re.

Un percorso a ritroso che, partendo dal ritrovamento in Val dei Mòcheni della seicentesca “Raccolta Michi”, porta nuova luce sull’origine e le fonti di questa tradizione, scavando nelle pieghe della “micro-storia”, per arrivare alla “Grande-Storia” della Riforma luterana e del Concilio di Trento con le sue “Laudi a travestimento spirituale”.

Un progetto di teatro-musica, che narra le vicende di una ricerca lunga e “avventurosa”, scorrendo attraverso i canti (sia a cappella sia con accompagnamento strumentale di violino, flauto, fisarmonica, contrabbasso) che vanno dalla tradizione orale contemporanea fino alle laudi del Cinquecento.

 

L’usanza di eseguire canti di questua (della Stella o dei Tre Re), da parte di cantori itineranti, nel periodo che va da Natale all’Epifania, è documentata in varie località dell’arco alpino.

Si tratta di un repertorio “di confine” fra popolare e colto, scritto e orale, sacro e profano, sul quale la ricerca – fino a pochi anni fa – registrava vistose lacune. Studiosi che hanno descritto e documentato questi canti della Stella non erano riusciti infatti a trovare fonti a stampa, cui poter riferire le numerose trascrizioni manoscritte riportate successivamente nei nei foglietti utilizzati dai cantori.

Nel corso di una ricerca condotta da Renato Morelli in Val dei Mòcheni negli anni Ottanta, è stato possibile trovare il testo a stampa a lungo ricercato: un volumetto di Sacri canti raccolti da Don Giambattista Michi, di Tesero, nella seconda metà del 1600.

Da quella “scoperta” è derivata la ricerca sulle origini del rito della Stella, sulla sua distribuzione in uno spazio che, dal Canton Ticino arriva ai territori, italiani, tedeschi, boemi e sloveni dell’ex-Austria-Ungheria, sulla sua originaria matrice controriformista e gesuitica legata direttamente al Concilio di Trento. La controriforma promosse infatti un’iniziativa di vasto respiro strategico finalizzata a contrastare da sud, e cioè dal versante italiano dell’arco alpino, l’avanzata dell’eresia che, scendendo da nord, trovava seguaci anche al di qua delle Alpi; con l’eresia arrivavano anche i canti riformati – calvinisti e luterani – per la prima volta non nella lingua latina della chiesa romana, bensì nella lingua “volgare” … ladino-romancia, francese, italiana, tedesca. Bisognava dunque mettere in circolazione nuovi canti spirituali in lingua italiana, al fine di arginare la pericolosa infiltrazione dei libri di canto eretici e riformati. Per questo durante il Concilio di Trento venne fondata una commissione di sacerdoti musicisti, guidati da san Carlo Borromeo. Lavorarono sei anni, utilizzando la vecchia e collaudata tecnica del “travestimento spirituale”. Prendevano cioè vecchi canti profani, anche licenziosi e tragressivi, ma “noti al volgo” e sostituivano le parole con testi spirituali, trasformandoli così nelle cosidette “laudi a travestimento spirituale”.

Ebbene, cinque testi del Michi provengono, più o meno letteralmente, dalle più importanti raccolte di “laudi a travestimento spirituale”, del Concilio di Trento.

Scrive a questo proposito Roberto Leydi, decano del’’etnomusicologia italiana: «La ricerca di Morelli sulle laudi e sui canti possono recare un contributo non secondario alla conoscenza del Concilio tridentino che tanto è stato studiato, confutato e celebrato in tutte le altre sue manifestazioni, comprese quelle musicali “alte”, ma assai meno preso in considerazione nelle sue conseguenze musicali “basse”, popolari.»

CANTIERE T.T.T.

Musiche dal Trentino, Tirolo, Transilvania

 

Il cantiere, oltre a richiamare in qualche modo i “canti”, significa soprattutto un luogo dove si lavora e si costruisce, ma nello stesso tempo anche un laboratorio, un “work in progress”.

Un gioco di parole insomma, all’insegna della sperimentazione, della contaminazione, della ricerca.

Il CANTIERE T.T.T. propone un itinerario “ragionato” di musica popolare trentina attraverso le sue relazioni con il contesto alpino e più in generale est-europeo. Il progetto (fondato da Renato Morelli), da una parte intende riscoprire antichi canti popolari trentini (selezionati dalle ricerche etnomusicologiche condotte “sul campo” a partire dagli anni Settanta), eseguiti da voci “esperte” con accompagnamento strumentale (violino, flauto, fisarmonica, contrabbasso); dall’altra riproporre questo patrimonio anche in chiave innovativa, attraverso arrangiamenti originali che utilizzano gli stilemi della musica klezmer e del jazz.

Il repertorio polivocale, attraverso le collaudate voci di Claudia Zadra, Rossana Faes e Flora Sarrubbo, propone canti di emigrazione, antiche ballate epico-liriche, canti di questa del periodo natalizio-epifanico, antichi brani paraliturgici, repertorio satirico e da tavola.

Anche il repertorio strumentale è di tradizione orale, indagato comunque da specifiche ricerche etnomusicologiche a partire dalla Sonnleithnersammlung, attivata a Vienna nel 1819 e rivolta a tutte le aree dell’impero (dai Carpazi alle Alpi) compresa quella trentina, tirolese, transilvana e Klezmer.

 

Formazione

 

Pietro Berlanda     flauto-voce

Bice Morelli         violino-voce

Renato Morelli           fisarmonica-voce

Andrea Ruocco        contrabbasso-voce

Rossana Faes        voce

Claudia Zadra    voce

 

Fondato dall’etnomusicologo Renato Morelli (www.renatomorelli.it) nel 2012, il progetto musicale T.T.T. ha tenuto numerosi concerti, in Italia e all’estero (Svizzera, Romania, Ucraina), collaborando a programmi televisivi e radiofonici, spettacoli teatrali e colonne sonore di film.

In collaborazione con le cantanti Monika Callegaro, Sandra Montagnana, Claudia Zadra, e con gli attori Denis Fontanari, Flora Sarrubbo, Stefano Detassis, Maura Pettoruso, Amedeo Savoia, ha realizzato vari progetti di teatro-musica: LA TREBLINKA DI VASILIJ GROSSMAN (uno spettacolo per raccontare con le parole di Grossman e la musica klezmer gli orrori della Shoah e dell’Holodomor (olocausto ucraino); “MIA MEMORIA…” (testimonianze dei soldati trentini nella Grande Guerra); STELLE, GELINDI, TRE RE (alla riscoperta di Antichi canti alpini natalizio-epifanici); COME UN FIUME (viaggiatori dell’impero  Ieri emigranti, oggi cittadini d’Europa); DIO È CON NOI
(preti, pastori, rabbini, imam:
i cappellani militari nella Grande Guerra); CANTI “ONTI” (Sessualità ed erotismo nel repertorio popolare trentino e alpino).